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Racconta il tuo business #1 – mettici la faccia

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La prima cosa che faccio notare a chi mi chiede di lavorare alla sua comunicazione online – ancor prima di parlare di target e obiettivi – è la differenza tra la sua persona e quel che dice la sua pagina Facebook. Il suo sito. La sua newsletter.

Mi spiego: ho davanti persone con infinite sfaccettature, capaci nel loro lavoro, acute, con tante cose interessanti da raccontarmi della loro professione e un modo personale e curioso di farlo.
Nove volte su dieci i loro canali online non dicono nulla di tutto questo.

Insomma, quel che faccio subito è scoraggiarli?
No. È più qualcosa come “Ehi, guarda che tu non sei così, ma molto meglio. Raccontalo”.

Tutto questo ha molto a che fare con il metterci la faccia.

Con il parlare in prima persona o da team, ma sempre come esseri umani e non come vuoti nomi di aziende o professionisti.

Perché documentare è un ottimo modo di creare contenuti

 documentare è creare ottimi contenuti

Mi sono accorta che quando parlo ai clienti di creare contenuti per la propria presenza online spesso si scatena il panico: cosa creo? Da quale calderone pesco questa gran quantità di contenuti – utili, informativi, coinvolgenti, divertenti – da proporre sul blog, sui social media o nella newsletter? Il problema è che in questa ansia da prestazione ci si ritrova a costruire dal nulla foto, post e testi che non ci rappresentano affatto, proprio per la smania di dover per forza creare qualcosa di straordinario, di perfetto. Il risultato è uno scollamento profondo tra ciò che veramente si è (in quanto azienda o professionista) e ciò che si vuole a tutti i costi mostrare online. All'inizio io stessa facevo fatica a capire quale fosse il contenuto giusto per raccontarmi. Mi arrovellavo per trovare IL contenuto. Insomma, spesso andiamo a cercare ovunque tranne lì, davanti al nostro naso. Proprio dove si trova la via più efficace.

Quanto tempo ci vuole per scrivere i testi di un sito

scrivere testi siti 

Quanto tempo ci vuole a scrivere i testi di un sito? La risposta più comune è: 'beh, dai, poco'.
Quando parlo con chi ha bisogno di un nuovo sito mi accorgo che la concentrazione è tutta sul design. Il che non è del tutto sbagliato, capiamoci: la struttura è essenziale. Chiara, semplice, usabile. Altroché se lo è. Ma costruire una struttura grandiosa e poi riempirla male è buttare tutto il lavoro al vento.

E quando ai testi si dedica quella mezz'oretta rimasta di lavoro, nel 99% delle volte succede proprio così.

Scrivere semplice: posizionarsi su Google con i contenuti si può

 unicorni e motori di ricerca


Il settore in cui lavoro è una delle montagne russe più insidiose su cui abbia mai messo piede. È fluido e si trasforma – o meglio si evolve – spesso, alle volte è pieno di glitter e altre è umido e verdastro come Slimer, il fantasma verde di Ghostbusters. Insomma, è come essere sempre a scuola: non si smette mai di imparare (e spesso di rincorrere le novità).
Ecco, una delle cose che ho imparato quasi subito – che precoce, eh – è che non esistono foglietti di istruzioni precisi né formule fisse.
Le regole definitive sono fumo negli occhi, perché mai come nel settore della comunicazione online le cose vanno testate (alle volte direttamente prese a testate), provate, modificate.
Quasi nulla, alla prima, fa il botto. O assicura grandi risultati. Anzi. Assicurare credo sia una parola da usare con estrema parsimonia, nella valle delle strategie digitali.
Ciò che si può fare, però, è soffermarsi sui risultati quando succede che, dopo vari sforzi, le cose funzionino. Quei risultati, comunque, difficilmente sono universali. Più facilmente sono soggettivi, funzionano proprio per quella strategia e quel tipo di comunicazione, ché per fortuna qui nessuno è fatto con gli stampini e per ognuno c'è un giusto linguaggio e una giusta strategia.